Tratto dal Libro: "Addominali. Fermiamo il massacro!" di Bernadette de Gasquet
Allenare i muscoli addominali può essere dannoso? Sì! Perché l'accorciamento del muscolo retto dell'addome è deleterio per la schiena, accelera la discesa degli organi interni (prolassi) e può favorire l'incontinenza.
Non solo: allenare questi muscoli non permette all'addome di diventare davvero "piatto". Basta alle serie di esercizi ripetitivi, monotoni, pesanti e fonte di dolori lombari! Si possono comunque allenare i muscoli addominali? Sì! Variando gli esercizi e scegliendo quelli corretti, si può migliorare il proprio fisico preservando la schiena e il perineo
I muscoli addominali sono situati tra il torace e gli arti inferiori e non sono solo davanti, ma lateralmente e posteriormente circondano il tronco come degli speciali corsetti.
A cosa servono:
- a contenere i visceri
- a respirare
- alla circolazione del sangue
- a massaggiare il contenuto addominale
- a spingere (defecazione, parto, vomito)
- al movimento
- a sorrfeggere la colonna
- a dare forma al tronco
Perchè si ha "l pancia":
- postura scorretta
- obesità
- problemi digestivi
- gravidanze multiple
- patologie
- alcune pratiche sportive
Come avere un addome correttamente muscoloso:
- evitare esericzi che spingano l'addome in basso e in avanti
- rinforzare i muscoli che fanno risalire e rientrare i visceri
- sospendere la pratica di cattivi addominali
- correggere la postura
- correggere la respirazione
- corrette abitudini quotidiane pr non spingere in fuori la parete addominale durante gli sforzi
Link all'articolo originale: http://www.fertilitycenter.it/anatomia/muscoli-addominali
Anatomia della parete addominale
(estratto)
STRATO MUSCOLARE: I muscoli che contribuiscono, con la loro sovrapposizione, a rinforzare la parete addominale sono i tre muscoli larghi dell’addome: obliquo esterno, obliquo interno e m. trasversale dell’addome. Nella zona mediana invece il muscolo è unico: m. retto, robusto, ricoperto della propria aponeurosi e, posteriormente, dalla fascia trasversale.
- Muscolo obliquo esterno dell’addome: è il più superficiale. Origina sulla faccia laterale e sul margine inferiore delle ultime otto coste si allarga a ventaglio, obliquamente, verso il basso e medialmente. La sua aponeurosi si incrocia medialmente con quella dell’omonimo muscolo controlaterale contribuendo a formare, dopo aver circondato il muscolo retto, la linea alba; inferiormente termina, mediante una larga aponeurosi, sul labbro esterno della cresta iliaca, sulla spina iliaca antero-superiore, sul margine superiore della cresta pettinea, sul tubercolo pubico e sulla linea alba. La porzione aponevrotica compresa fra la spina iliaca antero-superiore e il pube contribuisce a formare in gran parte il ligamento inguinale di Falloppio (o arcata femorale o lig. di Poupart), il ligamento di lacunare di Gimbernat, il lig. di Cooper e quello di Colles. La funzione del m. obliquo esterno è quella di muscolo espiratore abbassando le coste; inoltre flette il torace sul bacino e comprime i visceri addominali. Se si contrae da un solo lato, fa ruotare il torace verso il lato opposto.
- Muscolo obliquo interno: è posto immediatamente sotto il precedente. Come l’obliquo esterno è un muscolo piatto e molto largo ma le sue fibre hanno una direzione contraria; partono dalla cresta iliaca, dalla spina iliaca antero-superiore, dal terzo superiore del lig. inguinale e, mediante un’ampia aponeurosi che si fonde con quella del m. grande dorsale, dai processi spinosi delle ultime vertebre lombari e prima vertebra sacrale. Allargandosi a ventaglio verso l’alto si inserisce, con ampia aponeurosi, sulle ultime coste, sul processo xifoideo dello sterno, sulla linea alba ed in basso sul tubercolo del pube e sulla cresta pettinea dove forma il tendine congiunto fondendosi la sua terminazione tendinea con quella del m. trasverso. Azione: come l’obliquo esterno, può prendere il suo punto di inserzione fisso sul torace e innalzare il bacino. Al contrario fissandosi sul bacino abbassa le coste, flette il torace e comprime i visceri addominali. Contraendosi da un solo lato ottiene un movimento di rotazione omolaterale ed in questo è antagonista al m. obliquo esterno omolaterale e agonista del m. obliquo esterno controlaterale.
- Muscolo trasverso dell’addome: così chiamato per la direzione delle fibre prevalentamente trasversali. E’ il muscolo posto più internamente, ricoperto dal muscolo obliquo interno. Come questo è appiattito e molto largo ma le sue fibre sono dirette in senso contrario.Ha origine dalla faccia interna delle ultime sei coste incrociandosi con le fibre diaframmatiche e si proietta in tre direzioni: medialmente, posteriormente ed in basso andando a terminare con una larga e spessa aponeurosi (fascia trasversale dell’addome) in 4 punti:
- sul muscolo retto dove contribuisce alla formazione della linea alba,
- sul labbro interno della cresta iliaca nei suoi 3/4 anteriori per mezzo di creste tendinee molto corte,
- sul terzo superiore del ligamento inguinale,
- sui processi trasversi della colonna vertebrale lombare con una larga aponevrosi.
- Muscolo retto dell’addome: nasce dal processo ensiforme dello sterno e dalle cartilagini costali della 5a-6a e 7a costa ed in basso si inserisce sul labbro anteriore del margine superiore del pube fra il tubercolo pubico e l’angolo mediale del pube per mezzo di un tendine appiattito di forma quadrata di 3 cm. Le fibre tendinee pubiche mediali si incrociano con quelle del lato opposto. Le fibre muscolari hanno un decorso verticale subito a lato della linea mediana, una larghezza che progressivamente diminuisce dall’alto in basso e formano 3-4 ventri muscolari. La guaina del m. retto è formata dalle aponeurosi dei mm. larghi dell’addome. La funzione dei m. retto addominale è quella di abbassare le costole e flettere il torace sul bacino; è quindi un muscolo espiratore (come il m. obliquo esterno, obliquo interno e quadrato dei lombi) e flessore del torace sul bacino. Quando prende il suo punto fisso sulle costole, flette il bacino sul torace. Inoltre, contraendosi comprime i visceri addominali e quindi favorisce la minzione, la defecazione, il vomito ed il parto.
Link all'articolo originale: http://unadieta.it/ginnastica/1304-ipopressiva.html
Ginnastica ipopressiva: esercizi e benefici
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La ginnastica ipopressiva non è tra le forme di allenamento più note al grande pubblico ma presenta importanti benefici come vedremo in questo post; abbiamo già avuto modo di occuparci sia di ginnastica posturale che dell’allenamento teso a rinforzare i muscoli del pavimento pelvico, ebbene la ginnastica ipopressiva è una forma di allenamento che ci permette di coniugare i benefici di questi due tipi di allenamento adottando un’unica tecnica. In questo post tenteremo di dare maggiori informazioni possibili su questa forma di allenamento arrivando a definire cos’è la ginnastica ipopressiva, come funziona, quali muscoli coinvolge e come si pratica, ma partiamo innanzitutto col dare una definizione valida di questa forma di allenamento
Che cos'è la ginnastica ipopressiva

La ginnastica ipopressiva è una forma di allenamento elaborata dal dottor Marcel Caufriez con l’obiettivo (prevalente) di rendere maggiormente efficace la riabilitazione post parto; i benefici offerti dalla ginnastica ipopressiva vanno però oltre il recupero di una buona condizione fisica dopo il parto e possono essere praticati da tutti e non solo dalle donne che escono da una gravidanza. Come accennato infatti la ginnastica ipopressiva apporta anche dei benefici a livello posturale dal momento che si propone di tonificare tutta la fascia addominale che, come noto, gioca un ruolo importante proprio dal punto di vista della postura.
Tutto quello che devi sapere sulla ginnastica ipopressiva
Oltre ai benefici di carattere prettamente salutare, che vedremo meglio nel prossimo paragrafo, la ginnastica ipopressiva risulta anche preziosa da un punto di vista meramente estetico; i classici esercizi pensati per tonificare la massa muscolare addominale, infatti, favoriscono una certa prominenza dell’addome (proprio perché cresce la massa muscolare) e questo da un punto di vista estetico potrebbe non essere esattamente auspicabile. La ginnastica ipopressiva permette invece di tonificare i muscoli addominali favorendo al contempo una riduzione del giro vita ecco spiegato perché si tratta di una forma di allenamento che sta riscuotendo sempre maggior successo soprattutto tra le donne
Benefici della ginnastica ipopressiva
Detto del valore che la ginnastica ipopressiva ha sotto il profilo meramente estetico (favorisce la riduzione del giro vita) passiamo a illustrare come e perché la ginnastica ipopressiva sia anche, e soprattutto, una forma di allenamento utile a migliorare la salute e il benessere della persona. Per prima cosa occorre evidenziare come questa forma di allenamento rappresenti un buon metodo preventivo per un gran numero di ernie (da quelle inguinali a quelle addominali), questo perché, come accennato, punta ad ottenere un migliore equilibrio funzionale del corpo aiutandoci a migliorare la nostra postura; per lo stesso motivo la ginnastica ipopressiva aiuta a prevenire gli infortuni articolari e muscolari oltre che il senso di pesantezza nelle gambe (causato a sua volta dall’accumulo di liquidi nelle stesse). Ma abbiamo anche detto che la ginnastica ipopressiva permette di migliorare la funzionalità dei muscoli del pavimento pelvico, ha quindi un’azione preventiva di carattere più strettamente ginecologico e ci aiuta a contrastare l’incontinenza urinaria e migliora la vascolarizzazione non solo degli arti inferiori (come abbiamo appena visto) ma anche appunto della zona pelvica e del perineo.
Controindicazioni della ginnastica ipopressiva
La ginnastica ipopressiva non presenta grosse controindicazioni e può essere grosso modo praticata da tutti fatta eccezione per le donne durante il periodo della gravidanza e le sei settimane successive al parto(che rappresentano la durata media del puerperio, che è però soggettiva, per cui per maggiori informazioni chiedi consiglio al tuo ginecologo di fiducia). Al netto di queste eccezioni la ginnastica ipopressiva, come detto, può essere praticata da tutti ma con alcune piccole accortezze, in primo luogo va sempre praticata a stomaco vuoto (per cui meglio farlo di mattina, appena svegli, come del resto consigliamo per qualsiasi tipo di ginnastica) e andrebbe evitato il fai da te, per cui meglio affidarsi ad un professionista esperto al fine di assicurarsi di eseguire correttamente la gamma di esercizi tipici della ginnastica ipopressiva
Efficacia della ginnastica ipopressiva
La ginnastica ipopressiva risulta certamente efficace sia nel tonificare i muscoli del pavimento pelvico sia nel ridurre il giro vita; ovviamente come per qualunque altra forma di allenamento è necessario, affinché risulti efficace, essere costanti nel praticare gli esercizi. Non ci si possono attendere risultati soddisfacenti se non si pratica questa attività con costanza ma questo vale tanto per la ginnastica ipopressivaquanto per qualunque altra forma di allenamento
Ginnastica ipopressiva: esercizi e informazioni
Adesso che abbiamo capito meglio che cos’è la ginnastica ipopressiva, a cosa serve, quali sono i benefici che questa forma di allenamento procura al corpo umano e quali sono le controindicazioni e quelle piccole accortezze che sempre dobbiamo avere se intendiamo praticare la ginnastica ipopressivaproviamo a fornire ulteriori dettagli relativi a questa forma di allenamento come ad esempio quali attrezzi sono necessari per praticare questo tipo di ginnastica, quali sono i muscoli che coinvolge prevalentemente e gli esercizi tipici della ginnastica ipopressiva
Attrezzi usati nella ginnastica ipopressiva
In linea di massima la ginnastica ipopressiva non richiede l’uso di attrezzi, rientra quindi tra le varie forme di allenamento (molte delle quali abbiamo già avuto modo di illustrare su unadieta.it) a corpo libero; ovviamente l’istruttore può decidere di includere l’uso di alcuni attrezzi ma è una scelta appunto discrezionale dal momento che questo tipo di ginnastica nasce fondamentalmente (ai primi del ‘900) come allenamento a corpo libero. Ovviamente oggi l’evoluzione tecnologica che caratterizza il fitness ha permesso di affinare alcune tecniche di allenamento attraverso l’uso di determinati attrezzi ma non si deve credere che il fatto di eseguire gli esercizi a corpo libero mini in qualche modo l’efficacia della ginnastica ipopressiva che, come accennato, essendo nata all’inizio del secolo scorso, non contemplava originariamente l’uso di attrezzi.
Muscoli coinvolti nella ginnastica ipopressiva
I muscoli prevalentemente coinvolti nella ginnastica ipopressiva sono quelli addominali e del pavimento pelvico, come abbiamo già avuto modo di accennare; tuttavia dato che questa forma di allenamento ci permette di migliorare nel complesso anche la nostra postura se ne evince che i benefici che apporta sono di più amplio respiro e riguardano anche gambe e schiena oltre che la muscolatura addominale, pelvica e perineale
Esercizi tipo della ginnastica ipopressiva
Gli esercizi di ginnastica ipopressiva non sono solo abbastanza complessi da spiegare per iscritto ma vanno anche eseguiti con una certa attenzione onde evitare di allenarsi male; come abbiamo già avuto modo di raccomandare è preferibile evitare il fai da te se s’intende cimentarsi in questa forma di allenamento, anche per questo motivo abbiamo deciso di evitare di illustrare come andrebbero eseguiti gli esercizi di ginnastica ipopressiva. Per chi volesse comunque, magari anche solo per farsi un’idea prima di iscriversi a un corso, approfondire l’argomento e capire meglio in cosa consistono gli esercizi di ginnastica ipopressiva rimandiamo alla visione dei tanti video disponibili su youtube relativi a questa forma di allenamento
Exercice de renforcement de la sangle abdominale selon la méthode De Gasquet
Crunch modifié.
Non aux abdos catastrophes! Mes astuces "bas ventre" et anti diastasis
Éloge de la maturité - Dr Bernadette de Gasquet








