Linfodrenaggio
Esistono due grandi scuole di linfodrenaggio:
Il metodo VODDER
La prima è chiamata Vodder dal nome dei suoi fondatori. Il metodo consiste nel forzare, con lievi pressioni graduali, i tessuti a svuotarsi dai liquidi e i vasi linfatici rimasti ad accelerarne il riassorbimento. Il trattamento secondo Vodder dovrebbe anche essere in grado di ridurre la rigidità del tessuto fibroso nei casi avanzati di linfedema.
L’effetto generale è una diminuzione del dolore e un rilassamento muscolare. I movimenti utilizzati non somigliano affatto a quelli tipici del massaggio. Non si tratta di spremere o tirare violentemente la muscolatura, ma solamente di agire sul sistema linfatico che si trova proprio sotto la pelle. Per questo i tessuti vengono tirati leggermente dalle dita del fisioterapista,e poi schiacciati con pressioni che variano secondo la rigidità del braccio, ma che sono sempre abbastanza lievi.
Secondo la scuola di Vodder il trattamento deve cominciare con una fase intensiva. Per qualche settimana si eseguono una o due sedute al giorno, di un paio d’ore ciascuna. Al termine di questo periodo si dovrebbe notare una diminuzione della circonferenza del braccio di almeno il 40 per cento. La fase successiva, invece, si limita a mantenere i risultati ottenuti, con sedute più brevi e più distanziate.
Il metodo LEDUC
La seconda scuola esistente, che fa capo al fisiatra belga Albert Leduc, prevede invece sedute di
linfodrenaggio manuale simili a quelle descritte, associate però a pressoterapia e a bendaggi contenitivi.
La pressoterapia è una tecnica che utilizza manicotti gonfiabili,simili a quelli che si usano per prendere la
pressione del sangue, che si espandono gradualmente e spremono il braccio gonfio. Vengono applicati
prima del linfodrenaggio vero e proprio, che interviene successivamente a convogliare il liquido verso i vasi linfatici.
Per mantenere i risultati ottenuti, la scuola di Leduc consiglia di bendare il braccio, ma non molto stretto. La fasciatura dovrebbe essere leggermente più stretta vicino alla mano e più lassa a mano a mano che sale verso l’ascella.
Il tutto non deve però impedire i movimenti, che sono un esercizio indispensabile. La contrazione muscolare stessa provvede, infatti, a eliminare parte dei liquidi in eccesso.



