
Se si ammala un bambino, o se si ammala un suo genitore o un nonno, è necessario saper gestire le domande dei bambini.
Mi sono posta molte volte il problema dello spiegare ai genitori e ai bambini stessi cose accade loro e cosa fare per "stare meglio".
Oltre all'aiuto degli psicologi che da cui mi faccio affiancare nel mio lavoro, ho ricercato del materiale in Internet e condivido qui le mie ricerche.
Innanzitutto propongo l'articolo di una psicologa, cui faccio seguire alcuni documenti/suggerimenti per spiegare alcune malattie e che possono essere utili a quanti vogliano leggerle insieme ai bambini,
Infine l'indicazione di un sito inglese molto particolare, di una associazione che ha deciso di creare tutta una serie di fumetti (comics), purtroppo ad oggi solo in inglese, su temi di medicina e salute!
Buona lettura!
Link originale dell'articolo:
http://www.paginebimbo.it/Psicologia.aspx?ID=1438
La malattia raccontata ai bambini (di Claudia Galbiati)
“Perché mamma sei sempre a letto?” “Perché oggi dobbiamo andare all’ospedale?” domande scomode, spesso evase. Come raccontare ai propri bambini di avere una malattia?
Spesso le brutte notizie si nascondono per evitare il dolore, per sfuggire la sofferenza e per negare la malattia. Si vuole evitare ai piccoli di sperimentare la sofferenza fin dalla più tenera età. Ma i bambini si accorgono di tutto!
Anche se i genitori nascondono e fanno finta di niente, i bambini percepiscono i loro stati d’animo, l’ansia e la tristezza presente nel nucleo familiare. La malattia che entra in una famiglia può diventare una nuvola invisibile che però è sempre nell’aria e provoca un dolore ancora più intenso.
Trovare le parole giuste non è semplice, anche se non ci rendiamo conto i bambini vengono spesso a contatto con i temi della malattia. Pensate alla favola di Cappuccetto Rosso: troviamo una bambina che va a trovare la nonna malata..
L’utilizzo di un racconto o di una favola potrebbe essere un buon modo per introdurre il tema della malattia. Stimolare la riflessione sul comportamento di cura da mettere in atto, sui sentimenti di dispiacere e di tristezza che si possono provare. Contemporaneamente far sentire la gioia del rendere felici una persona in difficoltà e soprattutto la speranza della guarigione.
In queste situazioni bisogna dare ai bambini modo di tirar fuori ed esprimere le proprie emozioni, di articolare la propria esperienza. Spiegare con parole semplici le fasi della malattia e dare al bambino il tempo per rielaborare le proprie sensazioni e lo spazio per raccontare la propria esperienza: ascoltarlo, accoglierlo e sostenerlo.
I bambini che non riescono a parlare di queste emozioni o che sono troppo piccoli possono essere aiutati con il disegno. Si può chiedere di disegnare la malattia, provare a dare una forma ed un colore a quello che sentiamo dentro. Il disegno per esorcizzare ciò che sta accadendo, per aiutarli ad uscire dalla solitudine ed entrare in contatto con le emozioni che non si riescono a definire. Anche il gioco simbolico può essere utilizzato per sostenere il bambino durante il periodo della malattia.
Il gioco del dottore è spesso presente nella scuola dell’Infanzia perché i bambini entrano in contatto presto con i dottori, pensate solamente alle vaccinazioni. Trasportare nella finzione ciò che è reale aiuta a rendere tutto più sostenibile, sciogliere i nodi che si hanno dentro di sé e risolvere i conflitti.
Un’ultima riflessione. In situazioni di malattie gravi, molti genitori si comportano in modo diverso rispetto a quando non c’era la malattia. Genitori un po’ rigidi, per paura di viziare il proprio bambino, possono lasciarlo un po’ a se stesso. Altri cadono all’estremo opposto, concedendo ogni cosa e rompendo il continuum educativo fin ora utilizzato. Bisogna cercare di essere sempre se stessi e mantenere le regole e i comportamenti di sempre.
La malattia può generare crisi profonda in tutto il sistema familiare, per questo consiglio di mantenere aperta la comunicazione non solo con i bambini, ma anche nella coppia dei genitori e nei parenti più vicini. Sostenersi a vicenda per sostenere i bambini.
Dott.ssa Galbiati Claudia
Racconti, spiegazioni, favole, disegni da colorare ![]()
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Link originale dell'articolo:
http://magazine.paginemediche.it/it/365/il-punto-di-vista/pediatria/detail_118677_come-spiegare-a-un-bambino-la-sua-malattia.aspx?c1=77
Come spiegare a un bambino la sua malattia?
Axon conosce tutti i segreti del cervello, Chi è un super-esperto dei polmoni, Pump si occupa del sistema cardiovascolare con forza e velocità, Skinderella sa tutto su scheletro e ossa mentre Gastronomici è l’esperto dell’apparato digerente.
Si tratta, forse, degli ultimi eroi della Marvel? No, sono i cinque supereroi protagonisti delle ‘graphic novel’ Medikidz realizzate da un gruppo di studiosi britannici.
Il corpo umano e le sue malattie non hanno segreti per questi cinque supereroi e, grazie a loro, i bambini affetti da patologie che fanno paura e che spesso sono difficili da spiegare riescono a comprendere meglio il loro stato di salute e a convivere con la malattia.
Kate Hersov e Kim Chilman-Blair, due professori inglesi, hanno deciso di passare all’azione dopo che per tutta la loro vita professionale non avevano saputo come spiegare ai piccoli pazienti che avevano in cura cosa significasse epilessia o leucemia.
Le domande dei piccoli, com'è noto, possono essere disarmanti e per aiutare grandi e piccini a comunicare su questioni così complesse, i due studiosi e i loro team hanno inventato i cinque supereroi.
Sul sito www.medikidz.com è possibile, per il bambino affetto da una malattia, crearsi un proprio avatar mediante il quale poter condividere esperienze, conoscere altri bambini e, soprattutto, farsi aiutare dal suo supereroe di riferimento per conoscere la sua malattia e combatterla.
Con il programma Medikidz, spiega Chilman-Blair alla BBC, non “intendiamo indorare la pillola ma provvediamo a fornire informazioni chiare e semplici in modo che possano essere di facile comprensione per chi le legge; l’obiettivo è quello di aiutare i bambini ad avere il controllo della loro malattia”.
Per adesso sono disponibili le prime dieci patologie, come diabete, leucemia, asma ed epilessia, e sono destinate ad un pubblico di età compresa tra i 10 e i 15 anni, ma i due studiosi contano di arrivare a quota trecento al più presto e di realizzare prodotti destinanti anche a bambini più piccoli.
Medikidz non è soltanto un sito ma anche una collana di libri (scritti per ora solo in lingua inglese), uno per ogni supereroe, in vendita al prezzo di circa sei sterline.



