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Vertigini e capogiri

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Link all'articolo originale:  http://www.farmacoecura.it/malattie/vertigini-e-capogiri-cause-sintomi-e-cure/#steps_0

 

Vertigini e capogiri: cause, sintomi e cure

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista). 

  • Introduzione
  • Cause
  • Sintomi
  • Quando chiamare il medico
  • Pericoli
  • Diagnosi
  • Cura
  • Prevenzione

Introduzione

Un disturbo dell’equilibrio determina una sensazione di instabilità o capogiro. Se si è in piedi, seduti o sdraiati ma fermi, può sembrare di essere in movimento, di girare o di fluttuare. Se si sta camminando, improvvisamente può sembrare di rovesciarsi.

 

Un breve capogiro occasionale capita a tutti, ma la parola vertigine può avere significati diversi per soggetti diversi. Per alcuni individui, vertigine potrà significare una fugace sensazione di svenimento, mentre per altri magari consisterà in un’intensa sensazione di rotazione (la vera e propria vertigine) perdurante nel tempo.

La sensazione di v. è uno dei principali fattori per cui gli adulti si rivolgono al medico. Frequenti e/o costanti episodi possono ripercuotersi in modo significativo sulla vita di un individuo, ma raramente sono segnali di condizioni gravi e potenzialmente mortali.

Le cause possibili alla base del sintomo sono varie e possono includere:

  • malattie sistemiche,
  • farmaci,
  • disturbi a livello dell’orecchio,
  • disturbi del sistema nervoso.

Il trattamento dipende dalla causa e dai sintomi, di solito funziona, ma il problema può ripresentarsi.

La presenza costante di vertigini, a prescindere dalla causa scatenante, ha spesso un impatto molto forte a livello sia emotivo che psicologico e si raccomanda quindi di non sottovalutare o trascurare mai il sintomo.

Cause

In base alla struttura interessata possiamo distinguere essenzialmente due macrocategorie di vertigni:

  • Vertigini periferiche: Sono causate da un danno de; hanno in genere un esordio improvviso e violento tendono a persistere in modo più o meno costante nel tempo. Il paziente descrive la sensazione come una rotazione di una giostra che gira in modo rapido, causando quindi anche nausea e vomito, e spesso non riesce a stare in piedi.
  • Vertigini centrali: In questo caso il paziente avverte la sensazine di un’oscillazione laterale, ma l’effetto è più leggero e alterazioni dell’intensità nel tempo. Non causano nausea.

Vertigini periferiche

Vertigine posizionale benigna

Si tratta di una delle forme più comuni di vertigini; il sintomo viene avvertito dopo un cambio di posizione della testa (sdraiarsi, girarsi nel letto, guardare in su, chinarsi).

È spesso accompagnato da nausea e, più raramente, vomito, dura circa 30 secondi e smette quando la testa è ferma. Potrebbe inoltre comparire nistagmo (l’occhio si muove in modo involontario).

È dovuta a un cristallo di otoliti spostato che entra in uno dei canali semicircolari dell’equilibrio. La vertigini posizionale benigna colpisce più frequentemente le persone adulte e anziane, con la maggior parte dei casi che si verificano in soggetti di età superiore ai 50 anni di età; può non avere cause apparenti, o può essere conseguente a:

  • un’infezione all’orecchio,
  • chirurgia dell’orecchio,
  • una ferita alla testa,
  • prolungato riposo a letto – per esempio, mentre il recupero da una malattia.

Può durare giorni, settimane o mesi. Il trattamento di “riposizionamento” (manovra di Epley), eseguito da un otorinolaringoiatra, è generalmente curativo.

Trauma

Una frattura del cranio con danni dell’orecchio interno produce una vertigine intensa e invalidante, con nausea e perdita dell’udito. La sintomatologia vertiginosa può durare parecchie settimane e migliorare lentamente, via via che prende il sopravvento l’altro orecchio (quello normale). La VPB è un postumo comune del trauma cranico.

In caso di comparsa di vertigini a seguito di trauma è indispensabile cercare assistenza medica per valutare il possibile danno nel suo complesso.

 

Labirintite

La labirintite è un’infezione o un’infiammazione dell’orecchio interno che causa vertigini e perdita di equilibrio; è spesso associata a un’infezione delle vie respiratorie superiori, come l’influenza o un raffreddore. Può essere accompagnata da nausea, vomito, perdita di udito, acufene e talvolta febbre e dolore.

Neurite vestibolare

La neurite vestibolare è una condizione dell’orecchio interno che causa l’infiammazione del nervo che collega il labirinto (una struttura dell’orecchio deputata al controllo dell’equilibrio) al cervello. In alcuni casi anche lo stesso labirinto può essere infiammato.

La causa è in genere un’infezione virale; compare in modo improvviso e può causare altri sintomi come instabilità, nausea, sensazione di malessere e vomito. In genere non si verificano disturbi dell’udito.

Può durare da qualche ora o diversi giorni, in alcuni casi fino a sei settimane.

Sindrome di Menière

È un disturbo con attacchi di vertigine (che durano per ore), nausea o vomito, e tinnito (rumore forte) nell’orecchio, che spesso dà la sensazione di essere chiuso o pieno. Di solito, coesiste anche una riduzione dell’udito (per approfondire).

La causa è sconosciuta, ma i sintomi possono in genere essere controllati attraverso la dieta e i farmaci.

Farmaci

Le vertigini sono un effetto collaterale tipico di molti farmaci; in caso di comparsa durante l’assunzione di un nuovo medicinale si raccomanda di contattare immediatamente il medico.

Vertigini centrali

Circolazione

Una sensazione di stordimento viene avvertita quando non arriva abbastanza sangue al cervello. Occasionalmente è successo praticamente a tutti quando ci si alza rapidamente da una posizione sdraiata (ipotensione ortostatica), tuttavia alcuni individui (soprattutto di età avanzata) hanno questa sensazione di frequente o cronicamente per una cattiva circolazione. Ciò potrebbe dipendere da arteriosclerosi o indurimento delle arterie ed è osservato comunemente in pazienti con ipertensione arteriosa, diabete o alti livelli di grassi (colesterolo) nel sangue, talvolta, si riscontra in pazienti con funzione cardiaca insufficiente, ipoglicemia (bassi livelli di zuccheri nel sangue) o anemia (poco ferro).

Emicrania

Alcuni individui con una storia pregressa di emicrania classica possono avere attacchi di vertigine simili alla sindrome di Menière. Di solito, ma non sempre, c’è anche mal di testa. Si tratta di una forma comune nelle persone giovani.

Malattie neurologiche

Varie malattie neurologiche, quali la la sclerosi multipla, la sifilide, tumori, ecc., possono avere effetti sull’equilibrio. Sono cause non frequenti, ma il medico curante può voler eseguire alcuni esami per indagarle.

Neurinoma acustico

Il neurinoma dell’acustico è un raro tumore benigno che colpisce il nervo acustico, ossia quello responsabile del controllo dell’equilibrio.

Ischemia

Un attacco ischemico transitorio o un vero e proprio ictus possono causare vertigini a causa dell’improvvisa riduzione dell’afflusso di sangue al cervello.

Ansia

L’ansia può essere una causa di vertigini e senso di stordimento. Una respirazione inconsciamente troppo frequente (iperventilazione) può essere percepita come panico conclamato o come un lieve capogiro con formicolii alle mani, ai piedi o al viso. Può essere necessario istruire il soggetto sul corretto modo di respirare.

Allergie

Alcuni individui soffrono di capogiri o attacchi di capogiri quando vengono esposti ad alimenti o particelle aeree (polveri, pollini, peli di animali, ecc.) a cui sono allergici.

Altre cause

Tra le numerose altre possibili cause di vertigini e capogiri ricordiamo anche:

  • stress,
  • ipoglicemia,
  • disidratazione,
  • colpo di calore,
  • abuso d’alcol,
  • sostanze d’abuso,
  • fibrillazione atriale,
  • intossicazione da monossido di carbonio,
  • vertigini a livello di vertebre cervicali.

Fattori di rischio

I fattori che possono aumentare il rischio di soffrire di vertigini sono:

  • Età: i soggetti anziani hanno con maggiori probabilità condizioni che causano attacchi, soprattutto percepite come perdite di equilibrio. Hanno anche maggiori probabilità di assumere farmaci che possono causare episodi vertiginosi.
  • Famigliarità per episodi vertiginosi.
  • Pregresso episodio: se se ne ha già sofferto in passato, aumenta la probabilità di nuovi attacchi.

 Sintomi

Un disturbo dell’equilibrio può causare un’andatura barcollante, oppure fare vacillare o cadere il soggetto al momento di alzarsi. Sono possibili altri sintomi, quali:

  • una sensazione di rotazione, cioè la vertigine propriamente detta,
  • cadute o la sensazione di cadere,
  • stordimento, senso di vaghezza, sensazione di fluttuare,
  • visione confusa,
  • confusione o disorientamento.

Ci possono essere nausea e vomito, diarrea, modifiche della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, nonché paura, ansietà o senso di panico. I sintomi possono andare e venire per brevi periodi o durare a lungo, e possono causare stanchezza e depressione.

Quando chiamare il medico

Chiamare il 118 o andare in pronto soccorso in presenza di capogiri associati a:

  • un mal di testa improvviso o grave,
  • vomito persistente,
  • modifiche improvvise della parola, della visione o dell’udito,
  • passo malfermo o difficoltà a camminare,
  • svenimento,
  • dolore toracico o frequenza cardiaca irregolare,
  • torpore o debolezza,
  • affanno,
  • febbre alta,
  • collo molto rigido,
  • ferita alla testa,
  • convulsioni.

Consultare il proprio medico a fronte di

  • capogiri ricorrenti, improvvisi e gravi,
  • episodi prolungati di vertigine, senso di vaghezza o stordimento,
  • senso di instabilità,
  • sensazione che stanza ruoti attorno al paziente,
  • cadute a causa di vertigini,
  • visione offuscata,
  • senso di disorientamento.

Pericoli

Le vertigini possono aumentare il rischio di cadere e farsi male.

Un attacco mentre si sta guidando un’automobile o azionando un macchinario pesante può aumentare le probabilità di incidenti. Ci possono essere anche conseguenze a lungo termine se non viene trattata la condizione di salute alla base del disturbo.

Diagnosi

La diagnosi dei disturbi dell’equilibrio è difficile.

Per scoprirne l’esistenza, il medico curante può suggerire una visita otorinolaringoiatrica. L’otorinolaringoiatria è una specializzazione medico-chirurgica delle malattie e dei disturbi di orecchi, naso e gola.

L’otorinolaringoiatra può richiedere un esame dell’udito, esami del sangue, un’elettronistagmografia (un esame che misura i movimenti dell’occhio e dei suoi muscoli) o esami diagnostici per immagini della testa e del cervello. Altro esame possibile è la posturografia. In questo esame, si sta in piedi su una speciale piattaforma mobile davanti a uno schermo con dei motivi. Il medico misura la risposta del corpo al movimento della piattaforma, ai motivi dello schermo o ad ambedue.

Cura e terapia

Per prima cosa il medico vorrà capire se il disturbo dell’equilibrio dipende da un’altra condizione di salute o da un farmaco. Se così fosse, il medico tratterà questa condizione, suggerirà un farmaco alternativo o una visita specialistica, se la condizione all’origine delle vertigini esula dalle proprie competenze.

Nella VPPB, ossia la vertigine parossistica posizionale benigna, il medico potrà raccomandare una serie di facili movimenti, come la manovra di Epley, che possono aiutare a spostare gli otoliti dal canale semicircolare. In molti casi, è sufficiente una sessione; in altri, saranno necessarie anche diverse sessioni per eliminare il sintomo.

Nel caso di sindrome di Menière, il medico può suggerire di modificare la dieta e di smettere di fumare se fumatori. Farmaci anti-vertiginosi o anti-nausea possono alleviare la sintomatologia, ma possono anche dare sonnolenza. Possono essere impiegati altri farmaci, come la gentamicina (un antibiotico) o corticosteroidi. Benché la gentamicina possa ridurre la sintomatologia meglio dei corticosteroidi, talvolta causa la perdita permanente dell’udito. In alcuni casi gravi di sindrome di Menière, può essere necessario un intervento chirurgico a carico degli organi vestibolari.

Alcuni soggetti con disturbi dell’equilibrio possono non guarire completamente e dovranno trovare un modo di coesistere con i sintomi. Un terapista della riabilitazione vestibolare può aiutare a sviluppare un piano di trattamento individualizzato.

È necessario consultare il medico per sapere se si può guidare con sicurezza e se esistono modi di ridurre il rischio di cadere e farsi male durante le attività quotidiane (ad esempio, salire o scendere le scale, usare il bagno, fare attività sportiva). Evitare di camminare al buio può aiutare a ridurre il rischio di farsi male a causa di nuovi episodi. Sarà anche necessario usare scarpe con tacchi bassi o, all’esterno, scarpe da passeggio. Se necessario, si dovrà ricorrere a un bastone o a un deambulatore e intervenire sull’arredamento di casa o ambiente di lavoro, ad esempio aggiungendo ringhiere.

Stile di vita e rimedi casalinghi

Per prevenire peggioramenti è utile:

  • evitare movimenti o cambi di posizione improvvisi,
  • restare tranquilli in caso di sintomi,
  • evitare luci intense, la TV e la lettura quando sintomatici,
  • aumentare lentamente le proprie attività quando ci si sente meglio facendosi aiutare per camminare nel caso ci siano perdite di equilibrio.

Un episodio acuto e improvviso durante alcune attività può essere pericoloso, è quindi consigliabile aspettare una settimana dopo la risoluzione di un episodio grave prima di attività come arrampicarsi, guidare, operare macchinari pesanti; in alternativa, chiedere al proprio medico.

Vertigini o stordimento cronici posso causare stress.

Adottare scelte di vita sane per aiutarsi a tollerare i sintomi:

  • dormire a sufficienza,
  • seguire una dieta sana, ben bilanciata non mangiare troppo,
  • se possibile, praticare regolarmente un’attività fisica,
  • imparare e eseguire tecniche di rilassamento, come il rilassamento muscolare progressivo, lo yoga, il tai chi, la meditazione.

Prevenzione

  1. Evitare bruschi cambi di posizione.
  2. Alzarsi dal letto o da posizione seduta in modo lento e graduale.
  3. Evitare movimenti della testa rapidi (specialmente girarla o ruotarla).
  4. In caso di oggetti posti su ripiani alti usare una scala ed evitare iperestensioni del collo.
  5. Smettere di fumare.
  6. Eliminare o ridurre l’uso di sostanze che riducono la circolazione, come il tabacco, l’alcool, la caffeina e il sale.
  7. Ridurre al minimo lo stress ed evitare l’esposizione a sostanze cui si sia allergici.
  8. Assumere liquidi a sufficienza.
  9. Curare le infezioni, incluse quelle degli orecchi, raffreddori, influenze, congestioni dei seni paranasali e altre infezioni respiratorie.

Fonti Principali:

(traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Greppi Barbara)

Dello stesso autore: 

Vertigini da cervicale: sintomi, cause e cura

Vertigine parossistica posizionale benigna: sintomi, cause e cura

 

 


Link all'articolo originale: http://www.osteobernardi.it/vertigine.htm

VERTIGINE: la visione osteopatica

La vertigine è un alterazione della percezione sensoriale dell'individuo, questo influisce sul movimento della persona dandogli un'errata percezione dello stesso, caratterizzato da perdita di equilibrio. È una sensazione illusoria (cioè non reale) di movimento e si distingue in:

  • soggettiva: il paziente ha l'illusione di muoversi, di essere instabile, spesso riferisce di sentire "la testa vuota", di non riuscire a mantenere l'equilibrio nè una stabile direzione di marcia;
  • oggettiva: il soggetto vede l'ambiente circostante muoversi o con senso rotatorio ("la stanza mi gira intorno!") o oscillante sul piano orizzontale o verticale.

Occorre sottolineare che le vertigini sono un sintomo e non una malattia e quindi si riferiscono a una disfunzione dell'apparato dell'equilibrio (o di sistemi cerebrali a questo connessi) causata da vari possibili fattori, quali:

  • Colpo di frusta: come avviene, per esempio, in un tamponamento automobilistico.
  • Artrosi cervicale: un lento processo degenerativo delle strutture ossee della colonna vertebrale (causato da scarsa attività fisica, traumi, scorrette posizioni lavorative)
  • Malattia di Ménière: secondaria ad un aumento abnorme del liquido ("endolinfa") situato dentro le strutture del "labirinto membranoso" dell'orecchio interno; la sintomatologia è caratterizzata da vertigini, diminuzione dell'udito e ronzio auricolare (acufeni). Le crisi di vertigini sono molto intense ed è possibile arrivare alla perdita totale dell'udito, mentre alla stadio iniziale il calo uditivo si ha solo in corrispondenza delle crisi.
  • Labirintiti: Processo infiammatorio batterico o virale del labirinto membranoso (organo principale dell'equilibrio).
  • Sindromi ansiose: stress, strapazzi fisici, tensioni psicologiche, stati ansiosi, sono tutte cause non rare di vertigine. Molto spesso i soggetti ansiosi sperimentano una sensazione di capogiro, soprattutto in certe situazioni, che innesca la paura di perdere i sensi, la quale, a sua volta, incrementa il senso di vertigine a causa dell'involontaria iperventilazione polmonare. E' una condizione classica che porta ai cosiddetti attacchi di panico.
  • Canalolitiasi: è causata dal distacco degli otoliti da un piccolo ed importantissimo organo dell'equilibrio definito utricolo. Questo organo ci permette, insieme ad un altro definito sacculo, di percepire le accelerazioni gravitarie (es.: l'automobile che procede in avanti o in retromarcia, l'ascensore che sale). Sono gli otoliti che facendo pressione su questo organo permettono di generare le informazioni necessarie al cervello.
  • Neurite vestibolare: E' una rara infiammazione acuta del nervo vestibolare che determina improvvisamente la comparsa di vertigini rotatorie, presenti anche senza muoversi, della durata maggiore di 24 ore con sintomi neurovegetativi associati (nausea, vomito, sudarozione). Di solito non si associa sintomatologia uditiva (acufeni, ipoacusia, ovattamento auricolare): questo lo contraddistingue dalla nevrite cocleovestibolare (coinvolgimento anche dell'udito) o dall'ipoacusia improvvisa che invede determina solo i sintomi uditivi senza vertigine.

In osteopatia tutti i movimenti del collo (tranne l'estensione che arriva fino a C5-C6) implicano una mobilizzazione vertebrale fino a D4; ciò significa che le forze antigravitarie che permettono l'orizzontalità dello sguardo e l'equilibrio della testa sul collo arrivano a questo livello ed è quindi importante, nel corso del trattamento osteopatico, ripristinarne una corretta mobilità. Per quanto concerne i muscoli nucali esiste una simmetria fra loro e i muscoli oculomotori dato che la loro disposizione anatomica è la stessa. Tra questi due gruppi muscolari esiste altresì una interrelazione funzionale: ogni stimolo visivo che sollecita la nostra attenzione indirizza il nostro sguardo per il tramite di due azioni muscolari:
- l'azione della muscolatura estrinseca dell'occhio (muscolo retto superiore, inferiore, mediale e laterale e muscolo obliquo superiore ed inferiore) che dirige l'occhio.
- L'azione dei muscoli nucali (muscolo grande retto posteriore, piccolo retto posteriore, grande obliquo e piccolo obliquo) che dirige la testa.

E' evidente che i movimenti della testa e degli occhi devono essere coordinati da una azione armonica. Un'ipermobilità del rachide cervicale superiore, che dirige il movimento della testa in modo troppo rapido ed ampio, spezza questa relazione armonica creando turbe interferenziali nel meccanismo di adattamento posturale e facilitando l'insorgenza di sindromi vertiginose acute. Si ricorda inoltre che la parte anteriore del cranio è condizionata dalla relazione armonica esistente tra mandibola sospesa al temporale (ATM), colonna cervicale, osso ioide, e sistema muscolare connesso; un'alterazione dell'occlusione, quindi, deve essere presa in considerazione.


Link all'articolo originale:

orecchioLa cupololitiasi o canalolitiasi o VPPB (Vertigine Parossistica Posizionale Benigna, dal latino vertere che significa “girare”), è una malattia (più precisamente un disturbo meccanico) dell'orecchio umano, per cui delle minuscole concrezioni ("sassolini") di ossalato di calcio e carbonato di calcio (detti "otoliti", "otoconi", "canaliti" o "detriti otoconiali") residenti nella cupola che ricopre l'apparato ciliare dell'epitelio sensoriale dell'utricolo e del sacculo (utricolo e sacculo vengono detti "organi otolitici") che formano il "sistema vestibolare" e presiedenti all'equilibrio negli spostamenti avanti-indietro (es. automobile) e su-giù (es. ascensori), si distaccano e viaggiano nel liquido dei canali semicircolari, che invece presiedono l'equilibrio degli spostamenti angolari. Così facendo stimolano in maniera erronea tali recettori, causando l'illusione della rotazione.

 

Gli otoliti (o otoconi), hanno quindi la funzione di modificare la densità della cupola rispetto all'endolinfa, otolitiper reagire inerzialmente alle  accelerazioni lineari (tra cui la forza di gravità) che gli organi otolitici quindi trasducono. I canali semicircolari, invece, recepiscono le accelerazioni angolari, grazie alla forza inerziale che l'endolinfa esercita sulla cupola nelle ampolle.

 

 

Il video che segue mostra come gli otorini diagnosticano il tipo di otolitiasi e quali manovre eseguono questi specialisti per il riposizionamento degli otoliti:

 

 

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Ricevo su appuntamento presso gli studi di Roma, in zona Appio-Tuscolano e San Paolo.

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